10 dicembre 2015

Svelato il papà di Bitcoin: ecco i pro e i contro della moneta virtuale

Il Natale si avvicina e se siete stati buoni anche i regali non tarderanno ad arrivare. I desideri possono essere tanti, certo, ma diciamoci la verità, pochi danno soddisfazione come il ricevere un contributo in denaro da spendere in ciò che si vuole! E per gli amanti del digitale, se il regalo è in bitcoin la sorpresa può essere ancora più preziosa (e imprevedibile, se si immagina tra i mittenti simpatiche nonnine e parenti più che analogici).

Svelato il papà di Bitcoin: ecco i pro e contro della moneta virtuale

Ma cosa sono questi tanto chiacchierati bitcoin? Innanzitutto occorre fare una distinzione: con Bitcoin, scritto in maiuscolo, facciamo riferimento alla tecnologia sottostante al servizio mentre con bitcoin, scritto in minuscolo, il riferimento va alle singole monete elettroniche open source utilizzate per acquistare beni e servizi.

Proprio così: perché con i bitcoin è possibile effettuare acquisti appoggiandosi unicamente alla Rete con costi di commissione tendenti allo zero e transazioni anonime istantanee attraverso un protocollo di sicurezza crittografica. Ma l’innovazione non finisce qui.

Sin dalla sua nascita nel 2009 bitcoin è una moneta privata basata su tecnologia peer-to-peer perciò non opera con alcuna banca o autorità centrale: la gestione delle transazioni e l’emissione di altra moneta viene effettuata collettivamente dalla Rete poiché la disponibilità di bitcoin è stabilita tramite un algoritmo pubblico non modificabile ed estraneo alla logica delle banche.

Una vera rivoluzione, insomma, ad opera di un anonimo finora conosciuto sotto lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto ma la cui identità potrebbe essere presto svelata: secondo una recente inchiesta di Wired USA, infatti, sembrerebbe che il papà di Bitcoin possa essere il businessman australiano Craig Steven Wright. L’autenticità della documentazione a sostegno di questa tesi sembra ancora da verificare, ma la recente perquisizione a opera della polizia australiana presso l’abitazione di Craig Wright lascia ben intendere che l’intuizione potrebbe essere quella giusta.

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Insomma, quello intorno alla nascita del Bitcoin non è il solo dubbio che accompagna la criptovaluta: se da un lato la volatilità del valore può rappresentarne un ostacolo all’adozione, dall’altro per i brand che decidono di accettare pagamenti in questo circuito si tratta di un’occasione non indifferente di far presa sui sempre più esigenti acquirenti digitali.
Anche questa volta bisogna compiere una scelta, ricordandosi che nel digitale più che altrove, chi non risica non rosica!

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