1 giugno 2016

Snapchat: 110 milioni di motivi per pensare all’e-commerce

C’era una volta Facebook, poi è arrivato Twitter, poi Instagram ed ecco Snapchat: non il più recente (è nato prima degli altri, nel 2001) ma sicuramente il più “giovane” e ludico tra i social network è oggi in piena fase di sperimentazione tra campagne advertising e strategie e-commerce perfettamente integrate con i suoi video effimeri. Un social basato sulla temporaneità e spontaneità della fruizione, il losangelino Snapchat, caratteristiche che ne hanno ritardato l’ingresso nelle digital e social strategy di brand e marketing specialist (i quali, invece, alla stabilità ed al controllo ci tengono eccome).

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Ma le cose si stanno muovendo attorno al fantasmino giallo che, numeri alla mano, ha tutto l’appeal di una nuova terra promessa su cui costruire un legame ancora più forte e genuino tra brand e persone. Snapchat conta oggi oltre 110 milioni di utenti attivi al giorno (+50% rispetto a dicembre 2014), che dedicano alla app 25-30 minuti al giorno per un totale di 10 miliardi di visualizzazioni video quotidiane. E se è vero che il 60% degli iscritti ha tra i 13 e 24 anni (non che la mancanza di carte di credito tra questi users li renda meno influenti sui trend di mercato, anzi), non sono pochi i marketers che hanno già messo gli occhi su quel 38% di 25-54enni che visita la app ogni giorno. E la Snapchat mania è in ascesa anche qui in Italia, dove le ultime stime parlano di 673mila iscritti attivi (il 2,3% degli utenti web del paese), con una distribuzione anagrafica molto simile a quella globale: il 61% degli utenti Snapchat italiani ha 14-24 anni mentre il 20% si colloca nella forbice 25-34.

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Source: GlobalWebIndex Q4 2015

Eppure non è solo una questione di numeri. La formula 10 secondi per 24 ore è divertente, stimola l’engagement e la produzione di contenuti creativi da parte degli utenti, siano essi star, brand, organizzazioni o comuni Snapchatters. Ed ecco, allora, che il social network votato in maniera dichiarata al consumo usa-e-getta dei contenuti inizia ad apparire come uno tra i possibili key player del futuro del digital marketing. Consumo chiama consumo, potremmo dire.

Un canale “da maneggiare con cura”, naturalmente. Ancor più che su altri social, su Snapchat i brand sono e saranno chiamati a comunicare con la spontaneità più estrema, spogliandosi di filtri e pose (bye bye photoshop) e parlando come gli users mangiano. La regola di base è quella delle 3V: video, verticalità e visualizzazioni. Una regola che qualcuno sta già mettendo in pratica: Nike, Coca Cola, Calvin Klein, Burberry, Rimmel, Lancôme, H&M, WWF, Lacoste, Burger King, PepsiCo in USA e nel mondo, Gucci, Fiat 500, Calzedonia, Sky Racing Team VR46, Juventus, Inter e Roma qui da noi.

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Tra i settori di mercato più attivi a colpi di Snap effimeri troviamo oggi l’activewear (21%), i prodotti CPG (19%) e l’elettronica al consumo (17%), seguiti da beverage (16%), beauty (13%), servizi finanziari (6%), retail (4%), prodotti assicurativi (2%) ed infine fashion e food (fonte: L2 Snapchat Advertising Report)

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Le opportunità espressive e promozionali per i brand vengono soprattutto dalla creazione di campagne sui canali Discover, dalle Live Stories, dal lancio di filtri geolocalizzati e personalizzati e dalla collaborazione con influencer, ma non sono pochi a pensare che Snapchat – con i suoi 110 milioni di Snapchatters attivi al giorno – possa prestarsi ottimamente all’elaborazione di strategie e-commerce mirate e con un alto tasso di engagement. D’altronde, molti marchi e-commerce hanno già iniziato a promuovere uno o più prodotti su Snapchat. Tra i pionieri, soprattutto i grandi nomi del luxury: Burberry è diventato il primo marchio di lusso a lanciare una pubblicità nativa su Snapchat per promuovere Mr. Burberry, la collezione di fragranze da uomo. Il 29 aprile, invece, il canale Discover di Cosmopolitan ha varato i primi branded Snap abilitati all’acquisto diretto di alcuni prodotti Lancôme e Target.

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Engaging e strategica: Snapchat pensa all’e-commerce

I presupposti e la volontà di trasformare la popolarità del social in un canale di vendita originale e immediato ci sono tutti, soprattutto da parte della stesso Snapchat. Ne sono una prova le news secondo cui la piattaforma sta lavorando allo sviluppo di un algoritmo per la visualizzazione dello stream video (che attualmente segue una logica temporale) e una serie di feature a pagamento volte a rendere i gli Snap su mobile un ideale complemento delle tv ads: l’estensione della lunghezza dei video da 10 a 90 secondi per i contenuti sponsorizzati nella sezione Discover ne è un recente esempio. 

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Non resta dunque che sperimentare: ai ragazzi di Los Angeles il compito di sviluppare (asap) degli strumenti analytics per la misurazione delle performance dell’advertising, ai brand e addetti ai lavori la sfida di investire su Snapchat per essere tra i primi a sfruttare le (apparentemente) enormi potenzialità di una piattaforma che ha già iniziato ad modificare profondamente il nostro modo di produrre e fruire i contenuti su mobile (avete notato l’esplosione di foto verticali su Instagram e la comparsa dei commenti video su Facebook? Solo un caso?).

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