21 maggio 2015

L’Oréal sceglie la biostampa 3D ed è rivoluzione per i test cosmetici

Nata verso la fine degli anni ’80, la stampa 3D è oggi tra le tecnologie che più stuzzicano la fantasia dei designer, e non solo: le sperimentazioni in campo medico sono solo agli inizi ma tra ossa, protesi e organi artificiali le potenzialità si preannunciano pressoché infinite.

In un campo, dunque, in continua esplorazione come quello della stampa 3D non stupisce che le grandi aziende decidano di investire nella ricerca, e questo è il caso di L’Oréal, che in questi giorni ha ufficializzato la sua collaborazione con Organovo, leader nel campo della biostampa 3D.

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Organovo, già conosciuta nel settore per aver stampato con successo del tessuto epatico, stamperà in 3D dei campioni di pelle destinati all’analisi dei prodotti cosmetici del colosso francese suo partner. Se la sperimentazione dovesse superare le tre fasi principali previste, questa si appresta a diventare una vera rivoluzione nel campo dei test cosmetici.

Nonostante i dettagli dell’accordo non siano ancora stati resi pubblici, sembrerebbe che il contratto stabilisca l’esclusiva per L’Oréal dei diritti nell’utilizzo dei modelli di tessuti in campo cosmetico e riservi per Organovo i diritti per l’utilizzo dei tessuti nell’ambito medico.

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Una nuova era per i test dermatologici potrebbe avere inizio, ben lontana dai campioni di pelle donati dai pazienti di chirurgia plastica finora utilizzati da L’Oréal e ancora più lontana dai tanto discussi test sugli animali. Ed è proprio quest’ultima distanza che potrebbe rappresentare per l’azienda francese un’occasione decisiva per differenziarsi dai competitors, ottimizzando al tempo stesso la propria brand image.

Insomma, la collaborazione è appena iniziata ma le implicazioni che rappresenta sono davvero molteplici. E a noi non resta che chiederci: quale sarà la prossima frontiera dell’ormai inarrestabile stampa 3D?

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