27 febbraio 2015

Hello Barbie, lo smart toy divide gli animi: minaccia o opportunità?

La Barbie nasce nel 1959. Per quasi sessant’anni è stata la compagna di giochi di milioni di bambine, ascoltatrice silenziosa dei loro più intimi segreti. Oggi, però, complice un crescente bisogno della Mattel di rinnovarsi e stare al passo coi tempi, questa realtà potrebbe cambiare radicalmente: è in arrivo Hello Barbie, la bambola interattiva che risponde alle domande dei bambini.

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Addio Barbie Malibu, Barbie Principessa e Barbie Raperonzolo, la vostra sorella tecnologica si prepara a farvi le scarpe: grazie alla connessione a internet e alla partnership di mamma Mattel con la startup americana ToyTalk, il nuovo giocattolo hi-tech permetterà alle bambine del duemila di poter conversare con il loro idolo.

La dinamica è, per l’appunto, a prova di bambino: basterà premere il bottone sulla sua cintura, registrare una domanda e attendere che i dati vengano inviati via wi-fi alla ToyTalk. Il sistema processerà l’audio, decifrerà la domanda ed elaborerà una risposta, customizzandola quanto più possibile facendo ricorso alle registrazioni delle conversazioni precedenti.

Non più, dunque, infiniti soliloqui con una bambola inanimata: ecco il grande cambiamento di cui Mattel va tanto fiera. Ma potreste giurare che quella Barbie con cui chiacchieravate da bambini non rispondesse davvero alle vostre domande? Probabilmente lo faceva già, in un posto dove non occorre alcun wi-fi, nessuna batteria ricaricabile né tantomeno un database: questo posto si chiama fantasia, e i bambini la conoscono bene. Perlomeno quelli di una volta.

Ecco il motivo per cui Hello Barbie, nonostante non abbia ancora messo piede in circolazione, ha già diviso gli animi. C’è sicuramente chi, in un’ottica più ampia di approvazione dell’internet delle cose e del progresso tecnologico, ritiene essa sia la sua conseguenza più ovvia e un’opportunità preziosa per i più piccini, i quali potranno finalmente toccare con mano ciò che fino a ieri potevano solo immaginare.

Ma c’è anche una fetta molto grossa della popolazione web che urla alla distopia e non lesina commenti scettici nei portali in cui lo smart toy di casa Mattel è stato presentato: che fine farà la fantasia? E, più concretamente, che fine faranno le conversazioni registrate e conservate nei server della ToyTalk?

Sì, perché le conversazioni non solo saranno conservate nei server della startup americana ma, tenetevi forte, potranno su richiesta essere inviate ai genitori.
Alla faccia dell’amicizia, cara Barbie. Credo proprio non ti racconterò più nulla.

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