23 gennaio 2015

Facebook: basta notizie bufala, arriva il filtro anti spam

In fatto di novità anche questa settimana Facebook si conferma sulla cresta dell’onda: è arrivato infatti il filtro anti-bufale, strumento per adesso attivo solo negli USA ma che a breve correderà anche i nostri profili italiani.

La lotta per i contenuti di qualità nel social network più gettonato del web era già iniziata questa estate, quando a essere presi di mira erano stati i link che, con la tecnica del click-baiting, sfruttano titoli esca tanto allettanti quanto inconcludenti per acchiappare click e rimandare a pagine web che di rado soddisfano la curiosità suscitata. Un esempio? “Non crederete mai cosa è successo in Parlamento, Tizio Caio è scioccato e ha telefonato a tutti i suoi! Guarda qui —> link”, quante volte vi è capitato di leggerlo?

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Con la nuova opzione anti-spam, invece, a essere penalizzate saranno le notizie inventate che popolano la nostra timeline: dalle morti dei vip agli avvistamenti di dinosauri fino a finti concorsi e improbabili vincite, sembrerebbe proprio che le bufale abbiano i click contati. Il contenuto-spazzatura non sarà però eliminato, ma in caso di numerose segnalazioni sarà corredato da un messaggio di allerta sulla sua dubbia veridicità, ottenendo così una riduzione della diffusione sui news feed. La pagina che l’ha veicolato, di conseguenza, sarà penalizzata e ne sarà ridotta la visibilità su Facebook.

Sembrerebbe che grazie a questa nuova opzione, ora in fase di test su un gruppo ristretto di utenti, il flusso di notizie-bufala sia già diminuito; tuttavia un dubbio permane: potremo realmente fidarci della buona fede degli utenti al momento della segnalazione? Non si correrà il rischio che si scateni una lotta tra competitor, fazioni opposte o azioni di trolling nei confronti di quei contenuti veri o comunque satirici il cui intento non è di diffondere falsa informazione ma solo di fare divertire e/o riflettere?

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Secondo Facebook la risposta sarebbe negativa: dai test effettuati sembrerebbe che l’uso del nuovo strumento non abbia creato effetti collaterali e che gli utenti non abbiano segnalato contenuti satirici, segnalando invece due volte e mezza di più le storie che includono spam o notizie deliberatamente false. La domanda rimane quindi: sarà così anche in Italia? Staremo a vedere.

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